Come la IAU ha ridefinito i pianeti e perché Plutone ha perso il suo status

20

La parola pianeta deriva dal greco “vagabondo”, un cenno al modo in cui questi corpi vanno alla deriva sullo sfondo stellato. Oggi definiamo pianeta qualsiasi grande corpo naturale in orbita attorno a una stella che non genera luce attraverso la fusione nucleare. Questa definizione esclude esplicitamente comete, asteroidi, meteoroidi e lune. Nel nostro sistema solare ci sono otto pianeti riconosciuti: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno.

Quali corpi contano come pianeti oggi?

Gli otto pianeti si dividono in due gruppi distinti in base alla composizione e alla distanza dal Sole. I primi quattro, da Mercurio a Marte, sono pianeti terrestri. Sono rocciosi e mancano di atmosfere spesse. Perché? L’intenso calore del Sole probabilmente ha impedito alle sostanze volatili presenti nella nebulosa solare originale di condensarsi in questi corpi interni.

I quattro esterni, da Giove a Nettuno, sono giganti o pianeti gioviani. Si sono formati nelle regioni più fredde dove i gas potevano condensare. Ciò ha permesso loro di diventare massicci e di intrappolare enormi atmosfere composte principalmente da idrogeno ed elio. Nessuno ha una superficie solida su cui potresti stare. I loro strati gassosi sfumano in interni liquidi.

Perché Plutone è stato retrocesso a pianeta nano?

Plutone è stato per decenni riconosciuto come il nono pianeta. Non rientra né nella categoria terrestre né in quella gigante. È molto più piccolo degli altri e ricorda il nucleo di una cometa gigante. Nel 2006, l’Unione Astronomica Internazionale (IAU) lo ha riclassificato come pianeta nano. Questa mossa riflette la conclusione che Plutone è semplicemente un membro molto grande della fascia di Kuiper.

Altri corpi nel sistema solare esterno, come Eris, rivaleggiano o superano le dimensioni di Plutone. Questa scoperta ha contribuito a cementare la nuova classificazione. Viene utilizzato anche il termine pianeta minore, sebbene di solito si riferisca ad asteroidi situati principalmente tra i pianeti terrestri e giganti.

La distinzione non riguarda solo le dimensioni; riguarda il luogo in cui si sono formate le cose e cosa hanno fatto di se stesse.

Gli astrologi tengono ancora traccia delle posizioni planetarie rispetto alle 12 costellazioni zodiacali, ma la definizione scientifica è cambiata. La linea tra pianeta e pianeta nano rimane un modo utile per mappare la struttura del sistema solare. Ciò che potrebbe sorprenderti è quanti corpi simili si nascondono ancora nei freddi bordi esterni del nostro sistema, in attesa di essere contati.