Il Rover Curiosity della NASA finalmente si libera da una roccia bloccata dopo una lotta durata una settimana

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Dopo quasi una settimana di attrito meccanico e manovre strategiche, il rover Curiosity della NASA è riuscito a rimuovere con successo una roccia ostinata che si era incastrata nel suo braccio robotico. L’incidente, iniziato alla fine di aprile, evidenzia la natura imprevedibile delle operazioni sul campo su Marte, dove anche le attività di perforazione di routine possono trasformarsi in complesse sfide ingegneristiche.

L’incidente di “Atacama”.

I problemi sono iniziati quando Curiosity ha preso di mira una roccia chiamata Atacama, dal nome del deserto cileno sulla Terra, per l’analisi. Situata sulle pendici del Monte Sharp all’interno del cratere Gale, la roccia sembrava essere un candidato ideale per lo studio. Misurava circa 1,5 piedi (46 centimetri) di diametro e pesava circa 28,6 libbre (13 chilogrammi).

Il 25 aprile, il rover ha tentato di perforare Atacama per raccogliere campioni di polvere per il suo laboratorio chimico di bordo. L’operazione però ha preso una piega inaspettata. Invece di lasciare intatta la roccia mentre raccoglieva la polvere, il processo di perforazione ha fratturato gli strati superiori della roccia. Quando il rover ha ritratto il braccio, l’intera roccia si è sollevata dal terreno, sospesa al manicotto fisso che circonda la punta rotante.

“La perforazione ha fratturato o separato gli strati superiori delle rocce in passato, ma una roccia non è mai rimasta attaccata al manicotto della perforazione”, hanno osservato in un comunicato i rappresentanti della NASA.

Ciò ha creato un problema logistico unico: il rover trasportava effettivamente un carico utile pesante e non protetto che avrebbe potuto danneggiare apparecchiature sensibili o ostacolare i movimenti futuri.

Una settimana di manovre meccaniche

La squadra che controllava Curiosity dalla Terra iniziò immediatamente a sviluppare una strategia per liberare la punta del trapano. Il processo, descritto dal ricercatore senior Bill Farrand come una “lotta”, ha comportato diversi giorni di tentativi ed errori:

  • 25–28 aprile: I tentativi iniziali si sono concentrati sulla vibrazione del trapano per scuotere la roccia. Questi sforzi non sono riusciti a rimuovere la massa principale, anche se hanno rimosso alcuni frammenti più piccoli, simili a sabbia.
  • 29 aprile: Il team ha combinato la vibrazione con il riorientamento del braccio robotico. Ancora una volta la roccia rimase saldamente attaccata.
  • 1 maggio: La strategia finale prevedeva di inclinare il trapano in modo più aggressivo e contemporaneamente ruotare, vibrare e far girare la punta del trapano.

Il piano era di ripetere questo processo più volte, ma il successo è arrivato al primo tentativo. La roccia si staccò e ricadde sulla superficie marziana. Le immagini hanno confermato che l’Atacama si è fratturato in almeno due pezzi al momento dell’impatto.

Sfortunatamente, l’incidente ha comportato la perdita del campione previsto. I residui della trivellazione, roccia in polvere destinata all’analisi chimica, andarono perduti durante lo sforzo di rimozione. Di conseguenza, il team di Curiosity è ora alla ricerca di un obiettivo più stabile e saldamente radicato per raccogliere nuovi campioni.

Contesto: un periodo intenso per la curiosità

Sebbene l’incidente di Atacama sia stato una battuta d’arresto, è avvenuto durante un periodo particolarmente produttivo per il rover, che esplora Marte dal 2012. Negli ultimi mesi, Curiosity ha fatto diverse scoperte significative che rafforzano la ricerca di vita antica sul Pianeta Rosso:

  • Molecole organiche: alla fine di aprile, i ricercatori hanno annunciato il rilevamento di sette molecole organiche in un singolo campione: il più grande bottino di questo genere su Marte. Ciò ha fatto seguito alla scoperta di una “stringa gigante” di idrocarburi a febbraio.
  • Caratteristiche geologiche: All’inizio di aprile, il rover ha catturato immagini di strutture del terreno che ricordavano “scaglie di drago”. In precedenza, a marzo, aveva trovato cristalli simili a rubini all’interno di rocce simili ad Atacama.
  • Strutture a scatola: Prima di questi risultati, Curiosity ha trascorso più di sei mesi a studiare le caratteristiche della “scatola”: formazioni simili a creste che ricordano ragnatele rocciose. Analisi recenti hanno rivelato che queste strutture sono ricoperte da minuscole formazioni simili a uova.

Conclusione

La perdita del campione di Atacama rappresenta una piccola battuta d’arresto nel grande progetto della missione di Curiosity, che continua a produrre dati scientifici di alto valore. L’incidente sottolinea il delicato equilibrio tra la raccolta aggressiva dei dati e la conservazione delle attrezzature nell’esplorazione extraterrestre. Mentre Curiosity si sposta verso nuovi obiettivi, porta con sé una ricchezza di indizi organici e geologici che continuano a rimodellare la nostra comprensione dell’antico ambiente di Marte.