Un inseguimento vecchio di 106 milioni di anni: nuove tracce fossili rivelano la caccia agli pterosauri sulla terraferma

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I paleontologi della Corea del Sud hanno scoperto una rara “istantanea” nel tempo: un momento fossilizzato che cattura un inseguimento ad alto rischio tra un rettile volante e la sua potenziale preda. La scoperta, conservata in una lastra di roccia per oltre 106 milioni di anni, offre uno sguardo raro sul comportamento terrestre di creature solitamente associate solo al cielo.

La scena dell’inseguimento

La pista fossilizzata racconta una storia drammatica attraverso il movimento. La sequenza inizia con le impronte di un piccolo animale, probabilmente una lucertola, una salamandra o un piccolo coccodrillo, che si muove a passo lento. Questo ritmo calmo viene bruscamente interrotto quando la piccola creatura cambia improvvisamente direzione e si mette a correre.

Subito dietro, avvicinandosi da un angolo, ci sono le tracce pesanti e rapide di un grande pterosauro. A differenza degli aggraziati alianti spesso raffigurati nei media popolari, questo predatore si muoveva a quattro zampe, colmando il divario con intenzione. Sebbene le tracce alla fine escano dall’area preservata, lasciando sconosciuto il risultato finale, i modelli suggeriscono fortemente un incontro con un predatore.

Una nuova specie: Jinjuichnus procerus

Il predatore è stato identificato come una specie precedentemente sconosciuta, che i ricercatori hanno chiamato Jinjuichnus procerus . Il nome ha un significato scientifico specifico:
Jinju : la regione della Corea del Sud dove è stato localizzato il ritrovamento.
Ichnus : greco per “traccia”, che denota il modo in cui l’animale è stato scoperto.
Procerus : latino per “allungato”, in riferimento alle dita particolarmente lunghe visibili nelle impronte delle mani.

Perché è importante: la strategia della “Cicogna”.

Per molto tempo gli pterosauri furono visti principalmente come specialisti del volo. Tuttavia, questa scoperta rafforza la crescente comprensione scientifica dei neoazhdarchiani, un gruppo di pterosauri altamente adattati alla vita sulla terra.

Invece di trascorrere tutto il loro tempo in volo, questi animali probabilmente utilizzavano una strategia di “stalking terrestre”. Proprio come le moderne cicogne, atterravano per cercare cibo, usando gli arti per cacciare piccoli vertebrati, mammiferi o persino giovani dinosauri.

“Sebbene l’associazione dei binari da sola non costituisca una prova diretta di predazione, la convergenza di queste linee di prova… potrebbe suggerire uno scenario di interazione.” — Gruppo di ricerca

Aspetti principali dall’analisi del movimento:
Velocità: Lo pterosauro si muoveva a circa 2,9 km/h (1,8 mph). Sebbene non sia uno sprint completo, rappresenta un’andatura rapida e decisa per un grande rettile volante.
Locomozione: Le tracce confermano che l’animale si muoveva con un’andatura “simile a quella di un gorilla”, utilizzando tutti e quattro gli arti per spostarsi efficacemente sul terreno.
Nicchia ecologica: questa scoperta aiuta a colmare il divario nella nostra comprensione di come gli pterosauri funzionassero sia come padroni dell’aria che come formidabili cacciatori sulla terra.

Conclusione

Questa scoperta evidenzia l’immenso valore dell’icnologia (lo studio delle tracce fossili). Mentre le ossa ci dicono che aspetto aveva un animale, le impronte ci raccontano come viveva, trasformando fossili statici in storie dinamiche di sopravvivenza e predazione.