I ricercatori hanno scoperto un legame diretto tra uno specifico microbo intestinale e l’aumento della forza muscolare nei topi, suggerendo un futuro approccio probiotico o terapeutico per combattere la fragilità e migliorare le prestazioni fisiche. Lo studio, pubblicato su Gut, rivela che la Roseburia inulinivorans, un batterio comunemente presente nell’intestino delle persone che seguono una dieta mediterranea, aumenta in modo dimostrabile la forza di presa alterando la composizione delle fibre muscolari.
La connessione tra salute dell’intestino e funzione muscolare
Precedenti ricerche avevano indicato una correlazione tra la diversità del microbioma intestinale e la forza muscolare, ma l’individuazione delle specifiche specie batteriche responsabili rimaneva sfuggente. Questo nuovo studio cambia la situazione. Analizzando campioni fecali di 90 giovani e 33 anziani, gli scienziati hanno trovato un’associazione coerente: gli individui con maggiore forza di presa avevano livelli più elevati di R. inulinivorans nel loro intestino. Questo batterio prospera con diete ricche di fibre, comunemente osservate nel modello alimentare mediterraneo, che comprende frutta, verdura, pesce e olio d’oliva.
Dai topi agli esseri umani: le prove
Per confermare che questo collegamento non fosse meramente osservativo, i ricercatori hanno somministrato R. inulinivorans ai topi tramite sonde di alimentazione. Dopo appena quattro-otto settimane, i topi trattati con il batterio hanno mostrato una forza di presa maggiore del 30% rispetto ai gruppi di controllo. È importante sottolineare che il microbo non ha semplicemente aumentato la massa muscolare; ha cambiato il muscolo stesso.
I ricercatori hanno osservato un passaggio dalle fibre muscolari di tipo I (a contrazione lenta) basate sulla resistenza alle fibre di tipo II (a contrazione rapida) focalizzate sulla forza. Ciò suggerisce che il batterio non si limita a costruire muscoli, ma li ottimizza per la potenza.
Le sfide future: preservare i batteri
Anche se i risultati sono promettenti, rimangono ostacoli significativi prima che questi possano essere tradotti in applicazioni umane. R. inulinivorans è strettamente anaerobico, ovvero muore entro pochi secondi dall’esposizione all’ossigeno. La sfida più grande è creare una pillola probiotica stabile ed ermetica che preservi la vitalità del batterio. Il gruppo di ricerca ha già depositato un brevetto per il suo utilizzo, ma lo sviluppo di un prodotto commercialmente valido potrebbe richiedere anni.
“Questo non sostituirà l’allenamento fisico”, ha sottolineato l’autore principale Borja Martinez-Tellez. “È più un complemento.”
Cosa significa: oltre gli integratori
Le implicazioni si estendono oltre le prestazioni in palestra. Il team immagina questo batterio come un potenziale trattamento per la fragilità muscolare legata all’età. Tuttavia, sono essenziali ulteriori studi sull’uomo per confermare la sicurezza e l’efficacia. Altri ricercatori nel campo della nutrizione notano che lo studio sui topi prevedeva la pulizia dei microbiomi intestinali con antibiotici prima di somministrare R. inulinivorans, quindi il quadro completo potrebbe essere più complesso.
Questa scoperta rafforza la crescente comprensione della profonda influenza del microbioma intestinale sulla salute generale e apre nuove strade per migliorare la funzione fisica attraverso interventi microbici mirati.


























