*Crush di James Riordon offre un’esplorazione avvincente, anche se un po’ frammentata, del ruolo pervasivo della gravità nell’universo. Il libro non tratta solo della legge di Newton o della relatività di Einstein; riguarda il modo in cui questa forza fondamentale determina la possibilità stessa della vita come la conosciamo.
Il mistero irrisolto al centro di tutto
Per oltre tre secoli, gli scienziati hanno descritto cosa fa la gravità – come attira insieme gli oggetti – ma non perché esiste. Come sottolinea Riordon, anche lo stesso Isaac Newton ha ammesso di ignorare la causa sottostante. Questo mistero persistente è il punto di partenza di Crush, un libro che non rifugge dall’ignoto, ma lo abbraccia invece come forza trainante per una comprensione più profonda. Questo è importante perché riconoscere i nostri limiti è essenziale per il progresso della scienza. Il libro si intreccia tra biologia, fisica e storia, utilizzando umorismo e linguaggio accessibile per rendere digeribili idee complesse.
La mano sottile della gravità nella vita di tutti i giorni
La gravità non riguarda solo le mele che cadono dagli alberi; è intessuto nel tessuto dell’esistenza. Riordon evidenzia come la gravità modella gli organismi sulla Terra, dettando dove si trovano gli organi nel corpo di un serpente e limitando la dimensione massima degli animali terrestri. Questa non è fisica astratta; è il motivo per cui le creature si evolvono in questo modo. Nello spazio, gli effetti sono ancora più drammatici: la microgravità fa sì che i corpi degli astronauti si gonfino, i sensi si offuscano e le ossa si degradino. Il libro spiega chiaramente come la gravità non sia semplicemente una forza ma uno scultore della vita, anche in ambienti estremi.
Oltre le zone abitabili: vita sui pianeti canaglia?
L’argomentazione più intrigante del libro suggerisce che la vita potrebbe essere più probabile sui pianeti canaglia, quelli che vagano nello spazio senza una stella. Questi mondi, sebbene freddi, potrebbero trattenere il calore derivante dalla formazione e dal decadimento radioattivo sotto spessi gusci di ghiaccio, ospitando potenzialmente oceani sotterranei per miliardi di anni. Dato che i pianeti canaglia superano di gran lunga quelli delle stelle orbitanti, questo sposta la ricerca della vita extraterrestre oltre le tradizionali “zone abitabili”. L’analisi di Riordon non è solo speculazione; è fondato sulla fisica e sulla probabilità statistica.
Rendere concreto l’astratto
Riordon eccelle nello spiegare la fisica complessa attraverso metafore facilmente riconoscibili. Utilizza un lavello della cucina per illustrare i buchi neri, collegando strutture astratte a tecnologie quotidiane come il GPS e i telefoni cellulari. Questo approccio non sminuisce la scienza; lo chiarisce. Il libro tocca anche i limiti della nostra comprensione: mentre la legge di Newton e la relatività di Einstein sono ben consolidate, unificare la gravità con la meccanica quantistica rimane una sfida importante.
Un viaggio frammentato ma avvincente
Crush non è una narrazione perfettamente lineare. La sua portata e la sua struttura a volte possono sembrare irregolari, saltando tra esperimenti mentali (come calcolare come si morirebbe all’interno di un buco nero) e discussioni concettuali più ampie. Tuttavia, proprio questa frammentazione rafforza il messaggio centrale del libro: la gravità è ovunque, modella ogni cosa, e abbiamo solo scalfito la superficie della sua comprensione.
In definitiva, Crush non offre risposte facili ma lascia invece ai lettori una maggiore consapevolezza di una forza che governa il cosmo, una forza che rimane allo stesso tempo assolutamente familiare e profondamente misteriosa. Ci ricorda che l’universo è molto più strano e più meraviglioso di quanto spesso supponiamo.


























