Gli archeologi hanno localizzato il relitto della nave da guerra danese Dannebroge, affondata durante la battaglia di Copenaghen del 1801. La scoperta è avvenuta pochi giorni prima dell’inizio della costruzione di un nuovo enorme quartiere residenziale che altrimenti avrebbe sepolto il sito indefinitamente.
Una corsa contro il tempo
I subacquei che lavorano in condizioni di visibilità prossima allo zero a 15 metri sott’acqua stanno correndo per scavare il relitto del XIX secolo. Il Dannebroge fu l’obiettivo principale di Nelson durante la battaglia e il suo recupero è considerato significativo per l’identità nazionale danese. La posizione della nave corrisponde ai documenti storici, confermati attraverso la datazione dendrocronologica del legno recuperato.
La battaglia di Copenaghen: uno scontro brutale
La battaglia di Copenaghen fu un tentativo disperato da parte della flotta britannica, guidata dall’ammiraglio Horatio Nelson, di costringere la Danimarca a uscire dall’alleanza con Russia, Prussia e Svezia. I combattimenti furono intensi e provocarono migliaia di vittime. La Dannebroge, un’ammiraglia di 48 metri del commodoro Olfert Fischer, assorbì il fuoco dei cannoni pesanti prima di prendere fuoco ed esplodere.
La ferocia della battaglia è spesso sottovalutata: le palle di cannone da sole non rappresentavano la minaccia più mortale. Secondo l’archeologo marittimo Morten Johansen, “schegge di legno che volavano ovunque… proprio come detriti di granate” causarono la maggior parte delle vittime a bordo della nave.
Artefatti e approfondimenti
Gli artefatti recuperati includono due cannoni, uniformi, scarpe, bottiglie e persino resti scheletrici, forse appartenenti ai 19 membri dell’equipaggio dispersi. Questi risultati forniscono uno sguardo viscerale sulle condizioni a bordo di una nave da guerra sotto un fuoco intenso. Alla battaglia è legata anche l’origine della frase “chiudere un occhio”, coniata, secondo quanto riferito, dallo stesso Nelson dopo aver ignorato il segnale di un superiore.
Eredità e urgenza
Il Dannebroge non è solo un relitto storico; è un simbolo della resilienza danese, profondamente radicato nella memoria culturale del paese. Lo scavo attuale è fondamentale perché il sito sarà presto sommerso dai lavori del progetto Lynetteholm, un nuovo quartiere residenziale il cui completamento è previsto entro il 2070. Senza un recupero immediato, questo pezzo di storia andrebbe perso.
La scoperta sottolinea la fragilità del patrimonio sottomarino e la costante tensione tra conservazione e sviluppo. La corsa per portare alla luce il Dannebroge ci ricorda che anche gli eventi storici ben documentati possono rimanere nascosti fino al momento giusto o persi per sempre.

























