ChatGPT ostacola l’apprendimento a lungo termine, risultati di studi

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Una nuova ricerca indica che affidarsi a chatbot IA come ChatGPT per scopi di studio può effettivamente ridurre la conservazione delle informazioni a lungo termine. Sebbene questi strumenti accelerino l’apprendimento iniziale, possono fungere da “stampella cognitiva” che indebolisce la nostra capacità di ricordare ciò che impariamo.

L’esperimento: intelligenza artificiale e metodi di studio tradizionali

Uno studio condotto da André Barcaui presso l’Università Federale di Rio de Janeiro ha testato 120 studenti universitari. La metà ha utilizzato ChatGPT per svolgere un compito sull’intelligenza artificiale, mentre l’altra metà si è affidata a metodi di ricerca convenzionali. I risultati, misurati 45 giorni dopo, sono stati sorprendenti: gli studenti che hanno utilizzato ChatGPT hanno ottenuto una media di 5,75 su 10 in un test di ritenzione a sorpresa, rispetto a 6,85 su 10 per coloro che hanno studiato tradizionalmente.

Questa differenza – un divario di circa l’11% che potrebbe tradursi in un livello scolastico completo – suggerisce che l’esternalizzazione dello sforzo cognitivo all’intelligenza artificiale ostacola la formazione di memoria duratura. Il gruppo ChatGPT ha completato l’incarico in 3,2 ore, contro le 5,8 ore del gruppo tradizionale, dimostrando che l’intelligenza artificiale accelera il processo iniziale, ma a un costo.

Perché è importante: l’ascesa dell’“amnesia digitale”

Questa non è la prima volta che i ricercatori notano svantaggi cognitivi derivanti da un eccessivo affidamento alla tecnologia. La psicologa Betsy Sparrow ha coniato il termine “amnesia digitale” nel 2011 per descrivere come i motori di ricerca come Google indeboliscono la nostra capacità di conservare i fatti. Ora, gli assistenti AI si stanno assumendo ancora più carico di lavoro mentale, potenzialmente rimodellando il modo in cui pensiamo, ci concentriamo e ricordiamo.

“I risultati sono in linea con la teoria dello scarico cognitivo… mentre l’assistenza dell’intelligenza artificiale può facilitare l’apprendimento iniziale, sembra minare i processi impegnativi necessari per un apprendimento solido.” – André Barcaui

Il principio in gioco è semplice: un impegno cognitivo intenso è fondamentale per consolidare i ricordi. Quando affidiamo il pensiero all’intelligenza artificiale, il nostro cervello riceve meno esercizio, il che porta a una ritenzione più debole. Lo studio ha anche scoperto che i punteggi degli utenti di ChatGPT erano più dispersi rispetto a quelli che studiavano tradizionalmente, suggerendo che fare affidamento sullo strumento introduce imprevedibilità nel processo di apprendimento.

Conclusione: utilizzare l’intelligenza artificiale in modo strategico, non come sostituto dello sforzo

Sebbene gli strumenti di intelligenza artificiale possano essere preziosi, Barcaui e altri ricercatori sottolineano che i principi fondamentali dell’apprendimento umano rimangono vitali. La chiave è utilizzare l’intelligenza artificiale in modo strategico, non come un sostituto completo dell’impegno cognitivo. Le future strategie educative dovrebbero concentrarsi sullo sfruttamento dei benefici dell’intelligenza artificiale, garantendo al tempo stesso che gli studenti continuino a impegnarsi nella lotta produttiva necessaria per un apprendimento duraturo. Le conseguenze a lungo termine di un affidamento eccessivo sull’intelligenza artificiale sono ancora in corso, ma questa ricerca fornisce un chiaro avvertimento: un uso incontrollato può andare a scapito della nostra capacità di apprendere e ricordare in modo efficace.